Cambio dell’ora e sonno: come adattarsi all’ora solare
19-10-2026 05:19 - Prodotti
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 termina l’ora legale. Alle 3:00 le lancette tornano alle 2:00 e, almeno formalmente, si dispone di un’ora in più.
Il passaggio all’ora solare viene generalmente tollerato meglio rispetto allo spostamento primaverile, quando si perde un’ora. Ciò non significa, però, che l’organismo si adatti immediatamente.
Nei giorni successivi alcune persone possono avvertire sonnolenza anticipata, difficoltà a svegliarsi all’orario abituale, stanchezza durante il giorno o una temporanea alterazione dell’appetito e della concentrazione. Bambini, anziani, persone con orari molto regolari e chi soffre già di insonnia possono essere più sensibili al cambiamento.
In sintesi
Che cosa cambia nella notte tra il 24 e il 25 ottobre
La normativa europea stabilisce che il periodo dell’ora legale termini l’ultima domenica di ottobre. In Italia, nel 2026, il passaggio avviene quindi nella notte tra il 24 e il 25 ottobre: alle 3:00 si torna alle 2:00.
Smartphone, computer e altri dispositivi connessi aggiornano normalmente l’orario in modo automatico. Sveglie tradizionali, orologi da parete ed elettrodomestici possono invece richiedere una regolazione manuale.
La giornata del 25 ottobre dura convenzionalmente un’ora in più. Questo non garantisce, tuttavia, di dormire sessanta minuti aggiuntivi: chi si sveglia secondo il proprio ritmo abituale potrebbe aprire gli occhi prima rispetto all’orario segnato dall’orologio.
Le regole europee sono riportate nella Direttiva 2000/84/CE.
Che cos’è il ritmo circadiano
Il ritmo circadiano è un sistema biologico che organizza numerose funzioni dell’organismo nell’arco di circa ventiquattro ore. Influenza:
Il segnale ambientale più importante per la regolazione di questo sistema è la luce. La luce del mattino comunica all’organismo che la fase attiva della giornata è iniziata; la progressiva riduzione della luminosità serale favorisce invece la preparazione al riposo.
Anche pasti, attività fisica, impegni sociali e orari di lavoro contribuiscono a sincronizzare la giornata, ma hanno generalmente un ruolo secondario rispetto all’esposizione luminosa.
Perché il cambio dell’ora può disturbare il sonno
Il nostro orologio biologico non segue necessariamente l’orario civile con precisione assoluta. Quando spostiamo le lancette, le abitudini sociali cambiano in una sola notte, mentre i ritmi fisiologici possono richiedere un periodo di adattamento.
Con il ritorno all’ora solare:
Le conseguenze sono variabili. Molte persone quasi non percepiscono il cambiamento; altre impiegano alcuni giorni per ritrovare il proprio equilibrio.
Una posizione scientifica dell’American Academy of Sleep Medicine sottolinea che l’ora standard è generalmente più coerente con la fisiologia circadiana rispetto all’ora legale permanente. La stessa pubblicazione rileva però che i passaggi stagionali possono produrre temporanee alterazioni del sonno e della vigilanza, con effetti solitamente più marcati nella transizione primaverile. Rishi e collaboratori, 2020.
Come prepararsi nei giorni precedenti
Non tutte le persone hanno bisogno di una preparazione specifica. Chi tende a risentire del cambio dell’ora può però rendere più graduale la transizione.
Non accumulare sonno arretrato
Arrivare al fine settimana già molto stanchi può rendere più difficile capire se il disagio dipenda dal cambio dell’ora o da una precedente carenza di riposo.
Per gli adulti sono generalmente raccomandate almeno sette ore di sonno, pur con differenze legate all’età e alle esigenze individuali. Anche la qualità e la continuità del riposo sono importanti. CDC – About Sleep.
Esporsi alla luce durante il giorno
Trascorrere tempo all’aperto, soprattutto nella prima parte della giornata, aiuta a fornire al sistema circadiano un segnale temporale chiaro.
Non è necessario guardare direttamente il sole. È sufficiente approfittare in sicurezza della luce naturale, per esempio con una passeggiata o svolgendo alcune attività quotidiane all’aperto.
Una routine pratica dopo il cambio dell’ora
Mantenere stabile l’orario del risveglio
L’orario al quale ci si alza rappresenta uno dei riferimenti principali della giornata. Anche dopo una notte poco soddisfacente, dormire fino a molto tardi può spostare ulteriormente il ritmo e rendere più difficile addormentarsi la sera seguente.
Nel fine settimana è possibile concedersi una certa flessibilità, ma variazioni molto ampie tra giorni lavorativi e giorni liberi possono generare una sorta di piccolo “jet lag sociale”.
Luce e dispositivi elettronici
Smartphone, tablet e computer non sono problematici soltanto per il tipo di luce emessa. Anche il contenuto può mantenere alta l’attenzione: notizie, conversazioni di lavoro, video e social network rendono più difficile la transizione verso il riposo.
Può essere utile:
Il CDC suggerisce di spegnere i dispositivi elettronici almeno trenta minuti prima di coricarsi e di mantenere la camera silenziosa, rilassante e fresca.
Caffeina, alcol e cena
La sensibilità alla caffeina varia da persona a persona. Caffè, tè, cola, bevande energetiche e cioccolato possono interferire con l’addormentamento se consumati nel pomeriggio o alla sera.
L’alcol può inizialmente provocare sonnolenza, ma non rappresenta un rimedio per dormire. Può rendere il sonno meno continuo e favorire risvegli nella seconda parte della notte.
Anche una cena molto abbondante o consumata poco prima di coricarsi può disturbare il riposo, soprattutto in presenza di reflusso o digestione lenta. È preferibile mangiare con calma e lasciare un intervallo adeguato prima di sdraiarsi.
Attività fisica e riposo pomeridiano
Il movimento regolare sostiene il benessere generale e può contribuire alla qualità del sonno. Sono utili camminate, bicicletta, ginnastica dolce o altre attività compatibili con le proprie condizioni.
Un allenamento molto intenso nelle ore immediatamente precedenti il riposo può però risultare stimolante per alcune persone.
Se compare molta sonnolenza durante il giorno, un breve riposo può essere utile. Sonnellini lunghi o effettuati nel tardo pomeriggio rischiano invece di ridurre la pressione del sonno serale.
Melatonina: che cosa bisogna sapere
La melatonina è una sostanza prodotta dall’organismo, soprattutto in condizioni di oscurità. Partecipa alla regolazione del ritmo sonno-veglia segnalando l’arrivo della notte biologica.
Non deve essere considerata un sonnifero universale. Dose e momento dell’assunzione sono importanti e un impiego non appropriato può spostare il ritmo nella direzione indesiderata.
Nell’Unione europea è autorizzata l’indicazione secondo cui la melatonina contribuisce alla riduzione del tempo necessario per addormentarsi quando si assume 1 mg poco prima di coricarsi. Questa indicazione non significa che sia necessaria per chiunque attraversi il cambio dell’ora.
Prima di utilizzarla è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista, soprattutto in presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza, allattamento o disturbi del sonno persistenti.
Valeriana: evidenze e limiti
La radice di valeriana è una delle piante più conosciute nell’ambito del riposo.
L’Agenzia europea per i medicinali distingue però tra preparazioni differenti. Per uno specifico estratto secco etanolico esistono studi clinici a sostegno dell’impiego nei disturbi lievi del sonno e nella tensione nervosa. Per altre preparazioni il riconoscimento si basa prevalentemente sull’uso tradizionale.
Non è quindi corretto attribuire automaticamente gli stessi risultati a qualsiasi tisana, estratto o integratore contenente valeriana.
L’EMA segnala inoltre che alcuni prodotti medicinali a base di valeriana possono influire sulla capacità di guidare o utilizzare macchinari. Le indicazioni complete riguardano medicinali autorizzati e non possono essere trasferite automaticamente agli integratori. EMA – Valerianae radix.
Passiflora e melissa
La passiflora è tradizionalmente impiegata per i lievi sintomi dello stress mentale e come aiuto al sonno. Le conclusioni dell’EMA si basano principalmente sulla lunga tradizione d’uso. EMA – Passiflorae herba.
Anche la melissa viene tradizionalmente utilizzata per il rilassamento e il riposo. Gli studi disponibili hanno mostrato alcuni risultati interessanti. EMA – Melissae folium.
“Tradizionalmente usato” non significa quindi “efficacia garantita”. Specie botanica, parte della pianta, tipo di estratto e quantità impiegata possono produrre preparazioni molto diverse.
Le formulazioni de La Betulla Bianca
Nella linea dedicata a rilassamento e sonno sono presenti preparazioni diverse, da scegliere in base alle caratteristiche individuali.
Valeriana
La Valeriana officinalis è disponibile in capsule o estratto. La scelta della forma e delle modalità d’uso deve tenere conto dell’etichetta, della sensibilità personale e dell’eventuale assunzione di altri prodotti rilassanti.
Escolzia Complex
Escolzia Complex associa biancospino, valeriana, escolzia, passiflora, melissa, luppolo e tiglio. È una formulazione articolata, per la quale è importante evitare sovrapposizioni con altri integratori contenenti le stesse piante.
Miscela Tilia
Miscela Tilia contiene passiflora, melissa, biancospino, tiglio, verbena e papavero. Può essere valutata nell’ambito di una routine dedicata al rilassamento, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
Passiflora Complex
Passiflora Complex contiene passiflora, lavanda, biancospino, griffonia, arancio e tiglio. Poiché la griffonia è una fonte di 5-HTP, chi assume antidepressivi o altri medicinali che agiscono sulla serotonina dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima dell’utilizzo.
Gli integratori non curano l’insonnia e non sostituiscono una valutazione medica. Non è consigliabile associare autonomamente più preparazioni rilassanti.
Quando il problema non dipende dal cambio dell’ora
Una difficoltà di pochi giorni può essere compatibile con il normale adattamento. È invece opportuno rivolgersi al medico quando:
Un diario del sonno può aiutare a registrare orari, risvegli, sonnellini, caffeina, alcol e medicinali, fornendo informazioni utili al professionista.
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Domande frequenti
Quando torna l’ora solare nel 2026?
L’ora solare torna domenica 25 ottobre 2026. Alle 3:00 le lancette vengono riportate alle 2:00.
Si dorme davvero un’ora in più?
La notte del cambiamento dura convenzionalmente un’ora in più, ma non tutti dormono più a lungo. L’orologio biologico può determinare un risveglio secondo il precedente orario.
Quanto tempo serve per adattarsi?
La risposta è individuale. Molte persone si adattano rapidamente, mentre altre possono avvertire per alcuni giorni sonnolenza anticipata, stanchezza o risvegli precoci.
Come posso favorire l’adattamento?
È utile mantenere un orario regolare di risveglio, esporsi alla luce naturale durante il giorno, limitare la luce intensa la sera e rendere graduali eventuali variazioni degli orari.
La melatonina è sempre necessaria?
No. Il cambio dell’ora non richiede automaticamente un integratore. Il momento di assunzione della melatonina è importante e il suo utilizzo deve essere valutato con attenzione.
Valeriana e passiflora funzionano subito?
Gli effetti dipendono dalla preparazione, dalla quantità e dalla risposta individuale. Per alcune preparazioni di valeriana i risultati studiati sono stati osservati con un uso continuativo, non necessariamente dopo una singola assunzione.
Ritrovare il ritmo con gradualità
Il ritorno all’ora solare modifica l’orario in una sola notte, ma l’organismo può aver bisogno di qualche giorno per sincronizzarsi.
La strategia più utile consiste nel mantenere regolare il risveglio, cercare la luce durante il giorno, ridurre gli stimoli serali e proteggere il tempo destinato al sonno. Le piante tradizionalmente utilizzate per il rilassamento possono eventualmente accompagnare questa routine, ma devono essere scelte considerando formulazione, indicazioni e situazione personale.
Presso La Betulla Bianca, in Piazzale Martesana 10 a Milano, è possibile ricevere una consulenza personalizzata per individuare la preparazione più adatta alle proprie esigenze.
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Bibliografia e fonti
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
Il passaggio all’ora solare viene generalmente tollerato meglio rispetto allo spostamento primaverile, quando si perde un’ora. Ciò non significa, però, che l’organismo si adatti immediatamente.
Nei giorni successivi alcune persone possono avvertire sonnolenza anticipata, difficoltà a svegliarsi all’orario abituale, stanchezza durante il giorno o una temporanea alterazione dell’appetito e della concentrazione. Bambini, anziani, persone con orari molto regolari e chi soffre già di insonnia possono essere più sensibili al cambiamento.
In sintesi
- Nel 2026 l’ora solare torna domenica 25 ottobre.
- L’orologio civile cambia immediatamente, mentre quello biologico può impiegare alcuni giorni ad adattarsi.
- La luce è il principale segnale che regola il ritmo circadiano.
- È utile mantenere regolare soprattutto l’orario del risveglio.
- L’ora aggiuntiva non compensa automaticamente una carenza cronica di sonno.
- Valeriana, passiflora e melissa hanno una tradizione d’uso per il rilassamento, ma preparazioni ed evidenze non sono tutte equivalenti.
Che cosa cambia nella notte tra il 24 e il 25 ottobre
La normativa europea stabilisce che il periodo dell’ora legale termini l’ultima domenica di ottobre. In Italia, nel 2026, il passaggio avviene quindi nella notte tra il 24 e il 25 ottobre: alle 3:00 si torna alle 2:00.
Smartphone, computer e altri dispositivi connessi aggiornano normalmente l’orario in modo automatico. Sveglie tradizionali, orologi da parete ed elettrodomestici possono invece richiedere una regolazione manuale.
La giornata del 25 ottobre dura convenzionalmente un’ora in più. Questo non garantisce, tuttavia, di dormire sessanta minuti aggiuntivi: chi si sveglia secondo il proprio ritmo abituale potrebbe aprire gli occhi prima rispetto all’orario segnato dall’orologio.
Le regole europee sono riportate nella Direttiva 2000/84/CE.
Che cos’è il ritmo circadiano
Il ritmo circadiano è un sistema biologico che organizza numerose funzioni dell’organismo nell’arco di circa ventiquattro ore. Influenza:
- alternanza tra sonno e veglia;
- temperatura corporea;
- secrezione di alcuni ormoni;
- appetito;
- attenzione;
- prestazioni fisiche e cognitive.
Il segnale ambientale più importante per la regolazione di questo sistema è la luce. La luce del mattino comunica all’organismo che la fase attiva della giornata è iniziata; la progressiva riduzione della luminosità serale favorisce invece la preparazione al riposo.
Anche pasti, attività fisica, impegni sociali e orari di lavoro contribuiscono a sincronizzare la giornata, ma hanno generalmente un ruolo secondario rispetto all’esposizione luminosa.
Perché il cambio dell’ora può disturbare il sonno
Il nostro orologio biologico non segue necessariamente l’orario civile con precisione assoluta. Quando spostiamo le lancette, le abitudini sociali cambiano in una sola notte, mentre i ritmi fisiologici possono richiedere un periodo di adattamento.
Con il ritorno all’ora solare:
- la luce arriva prima al mattino secondo l’orologio;
- la sera diventa buio prima;
- la sonnolenza può presentarsi anticipatamente;
- fame e digestione possono mantenere per qualche giorno gli orari precedenti;
- chi ha un sonno fragile può svegliarsi prima del previsto.
Le conseguenze sono variabili. Molte persone quasi non percepiscono il cambiamento; altre impiegano alcuni giorni per ritrovare il proprio equilibrio.
Una posizione scientifica dell’American Academy of Sleep Medicine sottolinea che l’ora standard è generalmente più coerente con la fisiologia circadiana rispetto all’ora legale permanente. La stessa pubblicazione rileva però che i passaggi stagionali possono produrre temporanee alterazioni del sonno e della vigilanza, con effetti solitamente più marcati nella transizione primaverile. Rishi e collaboratori, 2020.
Come prepararsi nei giorni precedenti
Non tutte le persone hanno bisogno di una preparazione specifica. Chi tende a risentire del cambio dell’ora può però rendere più graduale la transizione.
- Spostare gli orari poco alla volta
- Nei due o tre giorni precedenti può essere utile posticipare di circa 15–20 minuti l’orario dei pasti, della routine serale e del risveglio.
- Non occorre forzarsi a rimanere svegli se compare una forte sonnolenza. L’obiettivo è ridurre la differenza tra il vecchio e il nuovo orario, non trasformare il sonno in un esercizio rigido.
Non accumulare sonno arretrato
Arrivare al fine settimana già molto stanchi può rendere più difficile capire se il disagio dipenda dal cambio dell’ora o da una precedente carenza di riposo.
Per gli adulti sono generalmente raccomandate almeno sette ore di sonno, pur con differenze legate all’età e alle esigenze individuali. Anche la qualità e la continuità del riposo sono importanti. CDC – About Sleep.
Esporsi alla luce durante il giorno
Trascorrere tempo all’aperto, soprattutto nella prima parte della giornata, aiuta a fornire al sistema circadiano un segnale temporale chiaro.
Non è necessario guardare direttamente il sole. È sufficiente approfittare in sicurezza della luce naturale, per esempio con una passeggiata o svolgendo alcune attività quotidiane all’aperto.
Una routine pratica dopo il cambio dell’ora
| Momento | Abitudine consigliata |
| Al risveglio | Alzarsi a un orario regolare e cercare la luce naturale |
| Mattina | Fare colazione e iniziare le attività senza rimanere a lungo al buio |
| Pomeriggio | Muoversi e limitare la caffeina nelle ore più avanzate |
| Cena | Preferire un pasto regolare e non eccessivamente abbondante |
| Ultima ora della sera | Ridurre luci intense, lavoro e stimoli digitali |
| Prima di dormire | Ripetere una breve routine rilassante |
| Durante la notte | Evitare di controllare continuamente l’orologio |
Mantenere stabile l’orario del risveglio
L’orario al quale ci si alza rappresenta uno dei riferimenti principali della giornata. Anche dopo una notte poco soddisfacente, dormire fino a molto tardi può spostare ulteriormente il ritmo e rendere più difficile addormentarsi la sera seguente.
Nel fine settimana è possibile concedersi una certa flessibilità, ma variazioni molto ampie tra giorni lavorativi e giorni liberi possono generare una sorta di piccolo “jet lag sociale”.
Luce e dispositivi elettronici
Smartphone, tablet e computer non sono problematici soltanto per il tipo di luce emessa. Anche il contenuto può mantenere alta l’attenzione: notizie, conversazioni di lavoro, video e social network rendono più difficile la transizione verso il riposo.
Può essere utile:
- abbassare gradualmente l’illuminazione della casa;
- interrompere attività lavorative impegnative;
- disattivare le notifiche non necessarie;
- lasciare il telefono fuori dal letto;
- evitare di controllare continuamente l’ora durante i risvegli.
Il CDC suggerisce di spegnere i dispositivi elettronici almeno trenta minuti prima di coricarsi e di mantenere la camera silenziosa, rilassante e fresca.
Caffeina, alcol e cena
La sensibilità alla caffeina varia da persona a persona. Caffè, tè, cola, bevande energetiche e cioccolato possono interferire con l’addormentamento se consumati nel pomeriggio o alla sera.
L’alcol può inizialmente provocare sonnolenza, ma non rappresenta un rimedio per dormire. Può rendere il sonno meno continuo e favorire risvegli nella seconda parte della notte.
Anche una cena molto abbondante o consumata poco prima di coricarsi può disturbare il riposo, soprattutto in presenza di reflusso o digestione lenta. È preferibile mangiare con calma e lasciare un intervallo adeguato prima di sdraiarsi.
Attività fisica e riposo pomeridiano
Il movimento regolare sostiene il benessere generale e può contribuire alla qualità del sonno. Sono utili camminate, bicicletta, ginnastica dolce o altre attività compatibili con le proprie condizioni.
Un allenamento molto intenso nelle ore immediatamente precedenti il riposo può però risultare stimolante per alcune persone.
Se compare molta sonnolenza durante il giorno, un breve riposo può essere utile. Sonnellini lunghi o effettuati nel tardo pomeriggio rischiano invece di ridurre la pressione del sonno serale.
Melatonina: che cosa bisogna sapere
La melatonina è una sostanza prodotta dall’organismo, soprattutto in condizioni di oscurità. Partecipa alla regolazione del ritmo sonno-veglia segnalando l’arrivo della notte biologica.
Non deve essere considerata un sonnifero universale. Dose e momento dell’assunzione sono importanti e un impiego non appropriato può spostare il ritmo nella direzione indesiderata.
Nell’Unione europea è autorizzata l’indicazione secondo cui la melatonina contribuisce alla riduzione del tempo necessario per addormentarsi quando si assume 1 mg poco prima di coricarsi. Questa indicazione non significa che sia necessaria per chiunque attraversi il cambio dell’ora.
Prima di utilizzarla è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista, soprattutto in presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza, allattamento o disturbi del sonno persistenti.
Valeriana: evidenze e limiti
La radice di valeriana è una delle piante più conosciute nell’ambito del riposo.
L’Agenzia europea per i medicinali distingue però tra preparazioni differenti. Per uno specifico estratto secco etanolico esistono studi clinici a sostegno dell’impiego nei disturbi lievi del sonno e nella tensione nervosa. Per altre preparazioni il riconoscimento si basa prevalentemente sull’uso tradizionale.
Non è quindi corretto attribuire automaticamente gli stessi risultati a qualsiasi tisana, estratto o integratore contenente valeriana.
L’EMA segnala inoltre che alcuni prodotti medicinali a base di valeriana possono influire sulla capacità di guidare o utilizzare macchinari. Le indicazioni complete riguardano medicinali autorizzati e non possono essere trasferite automaticamente agli integratori. EMA – Valerianae radix.
Passiflora e melissa
La passiflora è tradizionalmente impiegata per i lievi sintomi dello stress mentale e come aiuto al sonno. Le conclusioni dell’EMA si basano principalmente sulla lunga tradizione d’uso. EMA – Passiflorae herba.
Anche la melissa viene tradizionalmente utilizzata per il rilassamento e il riposo. Gli studi disponibili hanno mostrato alcuni risultati interessanti. EMA – Melissae folium.
“Tradizionalmente usato” non significa quindi “efficacia garantita”. Specie botanica, parte della pianta, tipo di estratto e quantità impiegata possono produrre preparazioni molto diverse.
Le formulazioni de La Betulla Bianca
Nella linea dedicata a rilassamento e sonno sono presenti preparazioni diverse, da scegliere in base alle caratteristiche individuali.
Valeriana
La Valeriana officinalis è disponibile in capsule o estratto. La scelta della forma e delle modalità d’uso deve tenere conto dell’etichetta, della sensibilità personale e dell’eventuale assunzione di altri prodotti rilassanti.
Escolzia Complex
Escolzia Complex associa biancospino, valeriana, escolzia, passiflora, melissa, luppolo e tiglio. È una formulazione articolata, per la quale è importante evitare sovrapposizioni con altri integratori contenenti le stesse piante.
Miscela Tilia
Miscela Tilia contiene passiflora, melissa, biancospino, tiglio, verbena e papavero. Può essere valutata nell’ambito di una routine dedicata al rilassamento, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.
Passiflora Complex
Passiflora Complex contiene passiflora, lavanda, biancospino, griffonia, arancio e tiglio. Poiché la griffonia è una fonte di 5-HTP, chi assume antidepressivi o altri medicinali che agiscono sulla serotonina dovrebbe chiedere consiglio al medico o al farmacista prima dell’utilizzo.
Gli integratori non curano l’insonnia e non sostituiscono una valutazione medica. Non è consigliabile associare autonomamente più preparazioni rilassanti.
Quando il problema non dipende dal cambio dell’ora
Una difficoltà di pochi giorni può essere compatibile con il normale adattamento. È invece opportuno rivolgersi al medico quando:
- i disturbi persistono o peggiorano;
- la sonnolenza interferisce con lavoro, studio o guida;
- si verificano risvegli frequenti e prolungati;
- il partner osserva russamento intenso o pause respiratorie;
- compaiono movimenti o sensazioni fastidiose alle gambe;
- ci si sveglia regolarmente con mal di testa;
- il problema è associato ad ansia, depressione o alterazioni dell’umore;
- diventa necessario utilizzare frequentemente alcol, farmaci o integratori per riuscire a dormire.
Un diario del sonno può aiutare a registrare orari, risvegli, sonnellini, caffeina, alcol e medicinali, fornendo informazioni utili al professionista.
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Domande frequenti
Quando torna l’ora solare nel 2026?
L’ora solare torna domenica 25 ottobre 2026. Alle 3:00 le lancette vengono riportate alle 2:00.
Si dorme davvero un’ora in più?
La notte del cambiamento dura convenzionalmente un’ora in più, ma non tutti dormono più a lungo. L’orologio biologico può determinare un risveglio secondo il precedente orario.
Quanto tempo serve per adattarsi?
La risposta è individuale. Molte persone si adattano rapidamente, mentre altre possono avvertire per alcuni giorni sonnolenza anticipata, stanchezza o risvegli precoci.
Come posso favorire l’adattamento?
È utile mantenere un orario regolare di risveglio, esporsi alla luce naturale durante il giorno, limitare la luce intensa la sera e rendere graduali eventuali variazioni degli orari.
La melatonina è sempre necessaria?
No. Il cambio dell’ora non richiede automaticamente un integratore. Il momento di assunzione della melatonina è importante e il suo utilizzo deve essere valutato con attenzione.
Valeriana e passiflora funzionano subito?
Gli effetti dipendono dalla preparazione, dalla quantità e dalla risposta individuale. Per alcune preparazioni di valeriana i risultati studiati sono stati osservati con un uso continuativo, non necessariamente dopo una singola assunzione.
Ritrovare il ritmo con gradualità
Il ritorno all’ora solare modifica l’orario in una sola notte, ma l’organismo può aver bisogno di qualche giorno per sincronizzarsi.
La strategia più utile consiste nel mantenere regolare il risveglio, cercare la luce durante il giorno, ridurre gli stimoli serali e proteggere il tempo destinato al sonno. Le piante tradizionalmente utilizzate per il rilassamento possono eventualmente accompagnare questa routine, ma devono essere scelte considerando formulazione, indicazioni e situazione personale.
Presso La Betulla Bianca, in Piazzale Martesana 10 a Milano, è possibile ricevere una consulenza personalizzata per individuare la preparazione più adatta alle proprie esigenze.
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Bibliografia e fonti
- Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. Direttiva 2000/84/CE concernente le disposizioni relative all’ora legale. EUR-Lex.
- Rishi M.A. et al. (2020). Daylight saving time: an American Academy of Sleep Medicine position statement. Journal of Clinical Sleep Medicine, 16(10), 1781–1784. DOI.
- Centers for Disease Control and Prevention. About Sleep. CDC.
- European Medicines Agency. Valerianae radix – herbal medicinal product. EMA.
- European Medicines Agency. Passiflorae herba – herbal medicinal product. EMA.
- European Medicines Agency. Melissae folium – herbal medicinal product. EMA.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
Collegamenti







